La particella di Chopin

Luigi Negretti Lanner

Lo studio op. 10 n. 6 di Fryderyk Chopin è forse una delle prove più schiaccianti della validità di una nota espressione di Robert Schumann riguardante l'ascolto interiore della musica, ossia un tipo di ascolto non meramente legato all'oggetto acustico, e accessibile a chi sappia leggere e pensare l'opera musicale ponendo in risonanza parti del proprio intelletto solitamente neanche lontanamente sfiorate dall'ascolto esteriore e passivo.
Tra questi, presumibilmente, alcuni tra i "grandi interpreti". Al pari di chi si dedica all'osservazione e alla descrizione della particella di Higgs, meriterebbero dunque un generale riconoscimento coloro i quali riuscissero a portare nel mondo acustico, nel contesto interpretativo, quella che sembra una traccia così profonda e complessa di alcuni tratti della musica di Chopin, da dover restare estranea, per sempre, al solo mondo conoscibile dalle società umane in quanto tali e mortali, che è quello del già detto, a qualsiasi grado e con qualsiasi criterio "creativo" esso sia descritto.