Cosa hanno in comune musica e poesia?

Luigi Negretti Lanner

Musica e poesia hanno in comune....nulla. Ovvero nulla più di quanto abbiano in comune il compositore ed il poeta, i quali si accingano oppur ci s'abbretellino che tanto gli è lo stesso basta che al fine ognuno non si sbraghi, a buttar giu' d'insieme la loro mirabile e avventurosa opera.

Perché nella sostanza in sé, ossia ben al di là della burletta da salotto culturale dell'assonanze per i versi dal ritmo musicale, oppur di quell'orecchio musicale de' poeti, e di taluni maggiormente dotati che di altri, ovvero della poesia delle note, imperciocché questi pianeti che son così mirabilmente separati (dono del cielo) e distanti tra di loro tanto da rientrare a pieno titolo nella teoria del nonsenso della contemporaneità degli accadimenti ove le distanze per l'appunto ne giustificassero il paradosso e quivi esso si giustifica....

...Si diceva....

Il poeta è in fin de' conti un macellaio dei sentimenti e dell' altrui più che de' propri: egli tratta della sfera emotiva e psicologica e ne seziona le porzioni, per offrirle al lettore in vari tagli e prezzi, spesso mischiandoci financo le frattaglie.

E il compositore? Egli è incapace di tante crudeltà e cinismo. Pensa alle note ed alle proporzioni astratte...sicché signori miei che avrebbero in comune i compositori co' poeti, la musica e la poesia, le note e le parole al fine? Manco la carta è uguale, non contano le rime.